Pietro Pierotti un Abile Formatore

Tra le gallerie di uno dei musei più preziosi e ricchi del mondo, c’è la Cast Courts del Victoria & Albert Museum di Londra, dove sono conservati alcuni tra i più grandi calchi mai realizzati. Ognuno di essi può essere apprezzato sotto molteplici aspetti, ovviamente quello artistico, quello storico, quello estetico, e non ultimo il profilo tecnico. Alcuni, davvero monumentali, come il surmoulage della Colonna Traiana opera del formatore Oudry oppure il Portico della Gloria di Santiago di Compostela, realizzato dal famoso formatore italiano Domenico Brucciani, o anche il David di Michelangelo di Clemente Papi, fonditore in bronzo e formatore italiano, attirano la nostra attenzione più di altri. Ma ognuno di loro rivela una capacità tecnica, una grande cura dei dettagli e una qualità delle superfici senza precedenti.

Uno di questi in particolare ha attirato la mia attenzione durante una recente visita, è il calco in gesso a grandezza naturale della Tomba di San Pietro Martire della Chiesa di Sant’Eustorgio a Milano che lo scultore Giovanni di Balduccio scolpì in marmo di Carrara nel 1339 e misura un altezza di 5,45 metri ed una larghezza di 2,75.
Il calco è esposto presso il Tribunale dei Ghisi Italiano ed è un esempio di grande maestria e ‘virtuosismo manuale’. A causa delle grandi dimensioni e della complessità compositiva del monumento con i suoi numerosi piani, figure di medie dimensioni, altorilievi e cariatidi su plinti nonchè della raffinatezza delle superfici ornate, è facile immaginare quanto sia stato complesso realizzare lo stampo sul monumento originale senza eventuali rischi o danni. Ultimo ma non meno importante, è stato altrettanto complicato realizzare quel calco in gesso di rara bellezza.
L’autore è Pietro Pierotti un famoso formatore italiano attivo a Milano nell’800. Purtroppo la storia di Pierotti è ancora poco conosciuta e anche questo è uno dei motivi che mi ha spinto a scrivere di lui per ampliare la conoscenza delle sue competenze tecniche.
La sua bottega, allora molto nota, continuò poi con il figlio Edoardo Pierotti e contava un ricchissimo catalogo di calchi, provenienti in parte dal Museo Campi e poi costituenti la celebre Gipsoteca Vallardi (leggi altro articolo su questo blog).
I Pierotti erano specialisti nei calchi di monumenti sepolcrali del ‘300, ‘400 e ‘500 diffusi nelle migliori cattedrali del nord Italia.

L’elenco ufficiale del Catalogo dei Monumenti, Statue e Bassorilievi e Ornamenti in Gesso di varie epoche formanti la Storia dell’Arte che si trovano presso Pietro Pierotti formatore delle Regie Gallerie del 1901 è molto ricco e conta un gran numero di opere monumentali come la Certosa di Pavia, la chiesa di Sant’Eustorgio, il Duomo e il Tesoro di Monza. Poi altri calchi da Bergamo, Brescia, Firenze, Lucca, Bologna e Venezia.
La tomba di San Pietro Martire rimane nel Catalogo della Gipsoteca Vallardi (1928) così come buona parte della monumentale collezione di calchi che la Bottega Pierotti proponeva alla propria clientela.

Altri calchi della stessa bottega sono presenti nella collezione del Victoria & Albert e tra questi anche alcuni pezzi del Monumento a Gastone de Foix di Agostino Busti detto il Bambaja che nel 1884 fu realizzato da proprio da Edoardo Pierotti.
Alcuni pregevoli calchi in gesso sono ancora conservati nella Gipsoteca del Museo della Certosa di Pavia in Italia. La realizzazione di uno stampo di questo tipo richiede una grande conoscenza dell’arte della formatura ed un’organizzazione del lavoro particolarmente accurata ed intelligente.
La formatura del marmo originale è stata realizzata con tasselli di creta applicati con un accurato lavoro su ogni elemento, con l’obiettivo di non alterare le superfici marmoree e le patine originali, e danneggiare il marmo che in alcuni punti risulta davvero minuto e delicato come come il piccolo ‘chiosco’ con figurine e guglie posto sopra il sarcofago. Pensando al processo di formatura dobbiamo immaginare le dimensioni di ciascuna forma e il suo peso su un marmo così delicato. Un sistema di impalcature ha sicuramente contribuito a sostenere i pesi in modo da evitare possibili danni.
La replica del monumento è stata realizzata modellando ogni singola porzione e volume della tomba originaria.
Particolarmente difficoltoso fu la formatura della camera interna, perché racchiusa sotto un soffitto a cassettoni e colonne quadrate, che non consentivano un lavoro comodo e agevole. Soprattutto durante la fase di estrazione delle porzioni più grandi della forma.
È importante ricordare che il gesso in fase di presa sviluppa calore e la microespansione se non ben controllata può rompere il marmo non elastico. Ogni forma è stata perfettamente progettata in modo da consentire l’esatto riassemblaggio di tutti i pezzi senza alcun errore tra calotte e tasselli.

Una volta completato ogni singola forma realizzata con tasselli di creta, per evitare deformazioni dovute all’essiccazione dell’argilla stessa, sono stati immediatamente realizzati i calchi in gesso in positivo.
Sappiamo che la forma in creta permette di ottenere una sola copia in gesso quindi ogni elemento appena colato in gesso veniva nuovamente formato con una Forma in Gelatina (colla animale) definitiva che fosse più durevole nel tempo e permettesse di realizzare ulteriori calchi.
Il calco deve essere provvisto di una solida armatura portante (in ferro e legno assemblati tra loro) nascosta esattamente negli elementi verticali rappresentati dalle statue sui plinti della base. Un’armatura più snella è stata inserita nelle colonne che sostengono il chiosco in alto. Allo stesso modo, ogni pezzo di gesso è stato perfettamente assemblato al grande sarcofago centrale, e lo stesso per le statuette in cima e il chiosco con ogni minuscola statuetta.
Il capolavoro si completa poi con una straordinaria cura delle superfici e una particolare attenzione alla riproduzione dei dettagli resi con assoluta fedeltà. Il ricco ornamento delle cornici e dei capitelli con foglie e la bella patina che con una calda tonalità avorio impreziosisce il gesso, rendono il calco simile al colore del marmo.
L’enorme mole di lavoro richiesta per un calco di questo tipo è legittimamente confermata dall’elevato prezzo di catalogo. Superato solamente dal monumento di Gian Galeazzo Visconti nella Certosa di Pavia (1492-1562), con un’altezza di 6 metri e 20 centimetri che costò 25.000 Lire; e dal Monumento al Generale Bartolomeo Colleoni di G.A. Amado che costava 10.000 Lire; in ultimo la tomba di San Pietro Martire offerta alla ragguardevole cifra di 8.000 Lire nel 1901.

Due pagine del catalogo originale (collezione dell’autore).

A destra la firma del maestro formatore.

Il confronto odierno risulta piuttosto complesso, a causa della diversa organizzazione del lavoro, dei diversi costi degli artigiani e dei materiali ed anche della minore disponibilità di maestranze specializzate. Non ultimo il diverso potere d’acquisto della moneta attuale, ma possiamo supporre che il prezzo si aggirerebbe intorno ai 120.000 euro per il solo calco in gesso. Se provassimo ad immaginare l’opera completa con la stessa tecnica dello stampo in argilla (solo pochissimi formatori professionisti conoscono ancora oggi questa tecnica) il prezzo dello stampo e del calco in gesso raggiungerebbe i 300.000 euro (Stima approssimativa).
Un progetto di replica fedele come quello della Tomba di San Pietro Martire di Pietro Pierotti è da considerarsi un’opera di eccezionale maestria che non tutti gli stampisti dell’epoca sarebbero in grado di realizzare. Realizzata con l’aiuto di numerose maestranze, l’opera completa ha richiesto sicuramente molti mesi.

Quando varchiamo il cancello ed entriamo all’interno dell’Italian Cast Court del Victoria & Albert veniamo attratti dal calco del David di Michelangelo che, con la sua eleganza e presenza monumentale, sembra dominare tutti gli altri calchi.
Ma è interessante considerare che sotto il profilo tecnico la modellazione del David sarà un’opera davvero basilare rispetto alla grande maestria necessaria per realizzare il calco della tomba di San Pietro Martire.Solo chi conosce profondamente questi aspetti tecnici può comprendere immediatamente la grande differenza tra le diverse riproduzioni in gesso.Sulla base di queste considerazioni posso dire che Pietro Pierotti, e i suoi collaboratori, furono sicuramente tra i più abili stampisti del loro tempo, e il calco della tomba di San Pietro Martire al V&A è un vero capolavoro d’arte, in questo senso scopo orgogliosamente firmato.

Tutte le foto di Andrea Felice 2017