A Pranzo nella Pancia

L’insolita tradizione di cenare nella pancia del cavallo.
Non credo che sia un caso ma ci deve essere un motivo ben preciso, forse un istinto inconscio di ogni uomo legato alla vita trascorsa nel grembo materno. Forse ognuno di noi riconosce quel senso di protezione e di benessere sviluppato durante i mesi di gestazione nel grembo materno e li unisce in un’espressione di soddisfazione, euforia e felicità.
Si hanno testimonianze di diversi pranzi cerimoniali e non, che si svolgevano all’interno del ventre di una scultura monumentale.

Il più famoso di tutti e ormai leggendario, è quello consumato nella pancia del cavallo di bronzo del colossale monumento a Vittorio Emanuele II dello scultore Enrico Chiaradia. Il cavallo di enormi dimensioni si trova sull’Altare della Patria progettato da Giuseppe Sacconi, a Roma.
Al memorabile brindisi inaugurale hanno partecipato il sindaco di Roma Leopoldo Torlonia, il ministro Bertolini, il prof. Cesare Maccari e non ultimo il titolare della fonderia (sita in Via Sabelli 104) Giovanni Battista Bastianelli con i suoi fidati 21 operai.

Un altro esempio emblematico di insolito pranzo è quello testimoniato da una fotografia particolarmente significativa in cui lo scultore inglese Adrian Jones è ritratto insieme a due assistenti mentre banchettano con il monumentale calco in gesso di un cavallo.
Adrian Jones specializzandosi nella scultura di animali e in particolare di cavalli realizzò il monumento Peace Descending on the Quadriga of War, posto in cima al Wellington Arch ad Hyde Park Corner a Londra e inaugurato nel 1912.

Il famoso banchetto si svolgeva proprio all’interno della pancia di uno dei cavalli della quadriga.

Non ultimo il curioso banchetto con vino italiano e buon pane casereccio che hanno consumato con gioia i formatori della famosa ditta P.P. Caproni & Bro. a Boston, appena ultimato la grande forma in gesso di uno dei due Rhino della scultrice Katarine Lane Weems, Bessie e Victoria.

I due rinoceronti furono fusi con tre tonnellate di bronzo e poi collocati nel cortile del Laboratorio di Biologia dell’Università di Harvard e inaugurati il ​​12 maggio 1937.

Il banchetto si svolgeva all’interno della pancia dello stampo in gesso ancora oggi collocato nello studio della scultrice. I tre simpatici formatori italiani erano capitanati dal famoso Leonello ‘Leo’ Toschi (primo da sinistra) Caposquadra e Maestro indiscusso che ha lavorato alla Caproni per oltre cinquant’anni. L’evento è stato anche filmato, forse dalla stessa Katarine Lane Weems, che amava riprendere con la videocamera alcuni passaggi del suo lavoro.

Il momento del pranzo, dopo le fatiche di un lavoro appena concluso, è un momento davvero speciale. Quel momento ti riconcilia con il mondo, enfatizza il tuo ruolo nella società, ti mette dalla parte giusta. Un bicchiere di vino davanti all’opera finita, con le mani ancora sporche del lavoro e la canottiera sudata è accompagnato da un piacere sottile e insostituibile.

In molte fonderie d’arte e studi di scultura il pranzo è ancora oggi un momento di comunione dove il rapporto tra maestro e operaio, tra committente ed esecutore è annullato, ogni barriera viene abbattuta ma è l’opera che governa tutto e quel pane onora l’opera stessa.